Plagiocefalia
La plagiocefalia è una deformazione del cranio del neonato che lo fa apparire appiattito da un lato, spesso con un orecchio leggermente più avanzato dell’altro. È diventata molto più frequente negli ultimi vent’anni, da quando i pediatri raccomandano correttamente di far dormire i neonati a pancia in su per prevenire la SIDS. La maggior parte dei casi è posizionale, cioè dovuta alla pressione costante del cranio sempre nello stesso punto, e si distingue dalle forme craniosinostotiche – molto più rare – che richiedono intervento chirurgico.
Il momento per intervenire è il prima possibile, idealmente entro i quattro-sei mesi, quando le ossa del cranio sono ancora estremamente plastiche. Più si aspetta, più la finestra di intervento si chiude. Dopo i dodici mesi i miglioramenti diventano marginali e in alcuni casi serve passare ai caschetti correttivi.
Spesso la plagiocefalia si accompagna a un torcicollo posizionale: il bambino tende a girare sempre la testa dallo stesso lato perché un lato del collo è più contratto, e così la pressione sul cranio diventa unilaterale. Lavorare solo sulla forma del cranio senza affrontare la causa nel collo è inutile.
